about | l'astrazione e la figurazione | soliti pregiudizi sulla pittura
Il dipinto ha sempre affacciato la pretesa peculiare di essere osservato
da uno o da pochi,
l’osservazione simultanea da parte di un vasto pubblico, quale si delinea
nel XIX secolo, è un primo sintomo della crisi della pittura


spostamento dell'akme artistico
espressioni artistiche contmporanee



L’arte nasce con scopi religiosi, in seguito si affranca e diventa
espressione del clima culturale.
L’arte greca è testimonianza della concezione del mondo greco,
un mondo eroico nel quale morire in battaglia era un’onore,
un’ideale.
La cultura della mente e del fisico. Questo è il doriforo,
l’apoxyomenos, la massima espressione di grandezza
del tempo.
Il rinascimento è voluto da Sisto IV° con la cappella,
da Giulio II° con gli affreschi della volta,
da Paolo III° con gli affreschi del giudizio.
E’ un progetto di splendore di egemonia e di controllo
dell’impero cattolico, sull’ europa e sul mondo.
Le opere d’arte sono la testimonianza di fede
in questo progetto di un mondo neopagano-dinamico.
Gli artisti sono stati il vertice rappresentativo di questo clima.
Il sacco di Roma (1527) segna la fine di questa stagione e l’inizio
del declino della chiesa cattolica e del suo impero, con la
conseguente perdita graduale di commissioni.
Questo per dire che l’opera d’arte è il lascito più strabilinte che
un clima culturale possa generare. In quest’ ottica, l’impresa
che fecero Michelangelo e Lisippo
(ovvero di magnificare ed immortalare anche involontariamente
il loro tempo) è oggi svolta dalla scienza e dalla tecnologia,
che sono al momento, i campi più sviluppati in nostro
possesso.
I Michelangelo odierni lavorano nei laboratori di accelerazione
nucleare o nei laboratori genetici, questi glorificano e danno
testimonianza di grandezza dei nostri tempi, questi sono gli
artisti.
Ma chi sono oggi gli artisti come tradizionalmente li chiamiamo?
Qual’è il loro linguaggio,di quali mezzi dispongono?
Con cosa ci strabiliano, di quale grandezza sono
esecutori e diffusori? Nessuna; stanno a metà
tra tecnologia, sociologia, creatività, ingegno
artigianale, risultando insufficienti in ogni ambito.
Chi siamo noi e qual’è il nostro ruolo?
Non ha nessun significato oggi essere in grado di eseguire
una statua come il doriforo oppure un affresco come la volta
sistina, non importa a nessuno, non serve a nessuno,
siamo inutili. Oggi la manifestazione di coscienza del tempo
è la possibilità di generare arti o esseri, oppure mettere in
collegamento persone ai lati opposti del globo; questi
sono i grandi creativi, loro testimoniano il vertice del
nostro tempo, ciò in cui crediamo ciò che determina
il nostro modo di vivere.
Chi si taglia i piedi in pubblico o gesticola negli
escrementi, non fa nessuna arte; è un imbecille,
non un contemporaneo. Perchè non è questo
che detta l’estetica di oggi.
I cosiddetti artisti vivono segregati in un limbo
"afunzionale" non serve a niente, qualcuno la
chiama terra di nessuno, altri la chiamano
terra promessa, io dico che comunque
abbiamo la possibilità di scegliere se
essere anacronistici oppure pagliacci.
Io ho scelto la prima.
In ogni epoca l’espressione di questo
desiderio è stato il mezzo di paragone
per comprendere un ordine superiore,
la gloria dei cieli, Dio, madrenatura,
fato o come la si vuol chiamare.
Come può essere il sole che da
calore e vita ma non può essere guardato direttamente,
così questa pura perfezione si
può contemplare solo attraverso
una rappresentazione, nella
quale abbiamo fede, in ogni
tempo diversa ma eternamente
riflesso di un’unica cosa.
Questa rappresentazione ogni volta
è l’espressione del massimo
potenziale ottenibile dall’uomo.
Questo desiderio di vertigine
mi fa preferire l’anacronismo
della conoscenza di
un’antico linguaggio;
poichè l’anima
ha già visto.