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mentre si va alla ricerca di una soluzione sintetica,
si trova qualcos’altro;
nel tentativo di restare senza linee,
senza colori


l'astrazione e la figurazione
la GRANDE astrazione la GRANDE figurazione



Innanzitutto questo dilemma e confronto non esiste, basti
pensare alla pala di S. Luca di Mantegna a Brera o la Madonna
con bambino
degli Uffizi di Filippo Lippi, per poter esaminare in
queste due opere una quantità infinita di elementi astratti
calibrati con sapienza ed astuzia ammirevoli.
Questo per partire dal palpabile dal grossolano; in realtà la grande
astrazione non sta nell’elaborazione grafica di un soggetto non
figurativo.
Credo che soltanto uno sciocco possa ritenere che per fare
astrazione basti non usare la figura umana il mare o le
pecore...
questa è un’astrazione didascalica - narrativa, non
sorprendente; è così dichiarata che è quanto di
più figurativo e fermo si possa immaginare.
Ma è ridicolo pensare che l’astrazione sia dipingere una linea,
un cerchio una macchia. Perché queste non sono forse
figure?
Non appartengono queste figure alla geometria
piana?
No, dico che questa astrazione in realtà è fatta
senza coraggio, senza creatività.
Cos’è dunque l’astrazione, la grande astrazione?
E’ quanto di più difficile esista nell’arte è come la musica,
la poesia, questa è la grande astrazione.
Sono le pause,
i vuoti dettati dal ritmo, (proprio come in musica, ecco
perché quest’arte arriva al cuore, è chiamata cibo
dello spirito).
Allora la grande astrazione è la
capacità di gestire questi spazi vuoti, questi
tempi non detti-nascosti, non è certo sparare
una macchia in primo piano.
Ma questa è l’operazione di un superficiale, che del mondo
vede solo la crosta, che si ferma all’apparenza e non
penetra nel substrato. Dunque la grande astrazione
è la cosa più difficile da ottenere ed è l’ultimo stadio
a cui l’artista possa giungere.
In un dipinto (poiché di ciò parlo) questo si avvicina
alla composizione, ma non è la composizione
stessa, sono i vuoti che dialogano con il
nostro spirito, sono i varchi che ci
permettono di accedere all’interno
di questo spazio bidimensionale.
Formano trame psicologiche,
creano il dramma - il vero.

In conclusione c’è il detto (forma)
ed il non detto (spirito-astrazione);
ed è stupido pensare che dicendo male
il detto si riesca a dire il
non detto.